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SALA 3
PASSAGGIO SOTTERRANEO: FONTI LETTERARIE SU CORTONA

Si passa dalla Sala 3 alla Sala 4 attraverso un percorso sotterraneo che mantiene, a vista, alcuni filari di pietre squadrate di età etrusca. Sulle pareti sono esposti pannelli che illustrano la ricchezza mitografica e storica di Cortona attraverso la citazione dei principali autori antichi che hanno fatto menzione della città.
La vivacità dei contatti culturali e commerciali della città etrusca con la Grecia si riflette nella precoce conoscenza della stessa da parte degli storici greci. La città è infatti menzionata, già nel V secolo a.C., da Erodoto (I, 57) che la ubica sopra i Tirreni (intendendo forse con ciò a nord dell’Etruria meridionale, più nota direttamente al mondo commerciale greco), definendola di origine e di lingua coincidente con quella delle città pelasgiche della Tessaglia e dell’Ellesponto, e diversa da quelle dei centri circonvicini (espressione più comprensibile se si intende con ciò il versante umbro, confinante con Cortona, di lingua indoeuropea). La costruzione mitografica della città dovette essere avviata non molto dopo la fondazione ufficiale della stessa se precisi contatti commerciali tra il versante adriatico e l’Etruria interna, dove un ruolo preminente era giocato dal versante umbro direttamente a contatto con Cortona, vennero precocemente trasfigurati in leggenda già nel IV secolo a.C. Che il processo di costruzione dell’immagine fosse in atto già a questo orizzonte cronologico è adombrato da Dionisio di Alicarnasso (I, 28, 3), scrittore di età augustea, il quale, riporta un passo di Ellanico Lesbio, uno dei rappresentanti della speculazione etnografica di IV secolo a.C.. Ellanico ci rende noto che i Tirreni, noti prima con il nome di Pelasgi, presero la denominazione che hanno ora dopoché si stanziarono in Italia. Sotto il regno di Nanas, discendente del re Pelasgo, i Pelasgi furono infatti cacciati dagli Elleni e, lasciate le navi presso il fiume Spinete nel golfo Ionico (da identificare con Spina), presero la città di Crotona nell’interno, e muovendo di là fondarono quella che ora chiamasi Tirrenia. Sempre da Dionisio di Alicarnasso (I, 20, 4) abbiamo altri lacerti della costruzione precoce del mito. Siamo infatti informati del fatto che in origine la città sarebbe appartenuta agli Umbri (ancora Dioniso I, 20, 4). Infatti egli ricorda che i Pelasgi combatterono contro gli Umbri e, assaltandola all’improvviso, presero Crotona, città loro, prospera e grande, servendosi di questa come baluardo e difesa contro gli Umbri, essendo costruita in modo da poter servire come rocca in caso di guerra e avendo la regione circostante adatta al pascolo. Sempre Dionisio (I, 29, 1) si serve del passo di Erodoto sopra menzionato, che in parte cita, per contestare l’identità di razza tra tirreni e pelasgi. Ancora Dioniso (I, 26, 1) sotto l’influsso di Erodoto e Ellanico, da lui riportati poco prima e in accordo con il precedente passo (I, 20, 4) ribadisce le iniziali origini umbre della città, certamente propagandate anche per l’essere il territorio circostante a cavallo tra due culture, l’etrusca e l’umbra: parlando della fine delle città pelasgiche quando arriva a Cortona afferma che all’infuori di Crotona, la illustre città tra gli Umbri, le altre sedi pelasgiche fondate nella regione degli Aborigeni furono distrutte. Ma Crotona, dopo aver mantenuto lungamente l’antico stato, da non molto tempo mutò il nome e gli abitanti, e ora è colonia dei Romani e si chiamò Corthonia. In accordo a quanto riportato da Ellanico Lesbio non mancano tradizioni antiche confrontabili che fanno andare Ulisse anche in Etruria, dove era conosciuto con il nome etrusco di Nanos (l’errabondo) e che localizzano anche nei dintorni di Cortona, presso il monte Perghe (comunemente identificato con Pergo) la sua sepoltura (Lycophr., Alex., vv. 805-808 e v, 1244 e commentatori e scoliasti successivi ai due passi). In questo caso è evidente la coincidenza con l’ultimo esponente della dinastia pelagica di Ellanico. La formazione del mito intorno all’eroe fondatore Corythus e a Dardano (secondo il mito nato a Cortona e fondatore di Troia), rientra invece, probabilmente, in una fase più tarda della rielaborazione mitistorica della città quando, in età augustea, forti delle suggestioni virgiliane (Aen. III, 170 ss., VII, 205 ss.), si utilizzano i miti greci per nobilitare le realtà urbane italiche anche sulla base di una mera assonanza onomastica e, soprattutto, con il fine ultime di legare la storia della città a quella di Roma e delle progenitrice mitologica Troia (Etruschi e Romani “ritornati” nella terra degli avi). Poco tempo dopo Silio Italico ricorderà la città sacra fondata da Corythus (IV, 720),  la rocca di Corythus (V, 123) o Cortona, dimora del superbo Tarconte (con evidente esagerazione del ruolo mitico di Cortona, considerato che si tratta dell’eroe eponimo di Tarquinia e visto che nei due precedenti casi il richiamo è al mitico fondatore Corythus), come una delle componenti di una legione formata di contingenti etruschi (VIII, 472).

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