Pagina precedente

SALA 4
PREISTORIA E FORMAZIONE DELL’INSEDIAMENTO

I circoli tombali presso il tumulo II del Sodo
Uno dei più sorprendenti ritrovamenti  avvenuti  a Cortona negli ultimi anni si è verificato nel Luglio 2005, in occasione dei lavori di sbancamento per il nuovo previsto alveo del rio di Loreto, che attualmente separa i due grandi tumuli del Sodo I e del Sodo II.  Il letto del fiume infatti avrebbe dovuto essere spostato a nord del Tumulo II, per consentire sia il congiungimento pedonale dei due monumenti, sia la completa messa in luce del tamburo del secondo tumulo.
Lo scavo, diretto dalla Soprintendenza Archeologica per la Toscana (dott. L. Fedeli) e condotto dalle dott.sse Salvi A. e Turchetti M. A., ha riguardato due ampie aree interessate rispettivamente da due circoli tombali con sepolture a incinerazione, situati  a circa quaranta m ad est del Tumulo II del Sodo, inserite in un contesto archeologico più vasto (strutture murarie, acciottolati, probabile ghiera di pozzo) e dalla presenza delle fondamenta di un vasto edificio, posto duecento m più ad ovest.
Attualmente sono stati esplorati soltanto i due circoli litici, il primo (campagna di scavo 2005) che  ha rivelato  -al suo interno - la presenza di almeno sei tombe “a cassetta”, di cui tre risultate intatte (le tre violate in antico conservavano comunque i corredi dispersi nelle immediate vicinanze) e il secondo, quasi interamente indagato, che ha restituito al momento  al suo interno 15 sepolture e almeno 2 tangenti al circolo stesso. Il rito di sepoltura è costantemente quello incineratorio ad eccezione della tomba 15 del Circolo II, infantile.I due gruppi  di sepolture risultano perimetrati da circoli di lastre in arenaria grossolanamente sbozzate, in piano,  su una fondazione di lastre poste di taglio e talvolta rincalzate da ciottoli fluviali. All’interno del Circolo II, di 8 m di diametro, fondato probabilmente intorno alla metà del VII sec. a.C. le sepolture si presentano uniformemente a cassetta litica costituita da lastre di arenaria rettangolari, per lo più  segnalate da tumuletti in ciottoli fluviali posti al di sopra della lastra di copertura. Uniche eccezioni la tomba 15 e la tomba C, costruite con tecnica mista (lastre e muretti): in particolare la tomba C è munita sul lato est di una pseudo porta costituita da una lastra verticale sorretta da due spallette in muratura. La copertura risultava ottenuta mediante lastre progressivamente aggettanti a formare una pseudo volta. La profondità stessa della cassetta litica, priva di lastra pavimentale, la pseudo porta (già documentata per la tomba n. 4 del Circolo I) e    la tipologia della copertura sembrano alludere ad una piccola camera, rappresentando verosimilmente una fase più evoluta rispetto alle tombe all’interno del Circolo II. Le tombe B e C risultano costruite addossandosi al Circolo II, e pertanto convenzionalmente denominate mediante lettere alfabetiche al pari delle sepolture di epoca tarda. Il Circolo I di circa 7,50-8 m di diametro, presumibilmente recenziore, utilizza costantemente, per la realizzazione della cassetta litica, la tecnica mista ad eccezione della tomba 3, una delle più antiche. Le sepolture risultano più distanziate anche se, il prosieguo delle indagini potrebbe rivelare la presenza di sepolture a quota altimetrica inferiore.Tra le tombe del Circolo I si segnalano la n. 2, caratterizzata, oltre che da un corredo importante, dalla presenza di una sepoltura ad inumazione di epoca romana che taglia letteralmente la sepoltura etrusca inserendovisi all’interno, la n. 3, la più antica del gruppo, situata al centro del circolo e circoscritta da una sorta di tumuletto circolare di grossi ciottoli di fiume, la n. 4, che ha restituito un ricchissimo corredo costituito da un dolio con coperchio in impasto, ingobbiato e dipinto, contenente il cinerario, attorno al quale erano stati sistemati più di 25 vasi in bucchero e in ceramica etrusco-corinzia caratterizzati da una grande varietà di forme e decorazioni. Alla tomba n. 6 infine, pur violata in antico, sono da attribuire interessantissimi balsamari etrusco-corinzi configurati, rinvenuti nelle immediate vicinanze della cassetta litica stessa.
I corredi del circolo I

Le sepolture del Circolo I, i cui corredi sono esposti all’interno delle vetrate 3 e 4, sono databili tra la fine del VII e la prima metà del VI sec. a.C., ed hanno restituito pregevoli corredi vascolari in impasto, bucchero e ceramica etrusco-corinzia  cui sono risultati associati utensili e armi  in ferro,

Pagina seguente