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Sala 9
LE URNE ELLENISTICHE

L’esposizione di tre urnette fittili appartenenti alla collezione Sergardi, decorate col mito di Eteocle e Polinice, è lo spunto per una breve presentazione degli insediamenti e le necropoli nel territorio di Cortona in età ellenistica. Le necropoli periurbane si dispongono naturalmente lungo gli assi viari che dalle porte della città si diramano verso i principali centri della Valdichiana. Una direttrice della via funeraria partiva  dalla zona della porta Bifora e, scendendo all’incirca per la via dell’attuale Cimitero (dove è segnalata anche una stipe votiva, forse un sacello legato a divinità tutelari dei defunti), permetteva di raggiungere l’area del Sodo e successivamente dirigersi verso Arezzo. Ne sono testimonianza le sepolture rinvenute lungo la via dell’attuale cimitero in località La Bassa e Il Monasteraccio. Dalla stessa zona recente è il rinvenimento di una serie di grosse pietre disposte a semicerchio, forse residuo di un’altra tanella. Anche non lontano, in località Campo dei Miracoli, sono attestate tombe etrusche.
Dall’area della porta Bifora partiva, inoltre, un duplice percorso (già noto peraltro fin dall’età villanoviana) che nella prima parte aveva una eminente funzione di via funeraria: uno, diretto verso l’area occupata successivamente dal Borgo di S. Vincenzo, che permetteva di raggiungere la tanella di Pitagora, la tomba del Calcinaio, la località Salvadagno (dove sono attestate tombe) scendeva verso Camucia incontrando prima la necropoli del Calcinaio (attestata da un coperchio d’urna) e della Maestà del Sasso (dove si rinvennero tombe nel  secolo XVI ed anche tombe a fossa nel 1984) con  possibilità di ricongiungersi, tramite un percorso ora quasi cancellato dagli oliveti ma ancora ben visibile nei vecchi catasti, alla vasta necropoli delle Piaggette, prima di tutto la tanella Angori. L’altro, che si distaccava quasi subito dalla via per Arezzo, che permetteva di arrivare alla necropoli delle Piaggette, dove, in età ellenistica, oltre alla tanella Angori, sono attestate altre tombe o resti di esse (al toponimo Piazzanella, località il Pianello è tuttora visibile un cumulo di bozze squadrate e allineate). Altra via funeraria secondaria usciva non lontano dalla zona dell’attuale Porta Colonia e permetteva di raggiungere l’area occupata successivamente dalla Chiesa di S. Maria Nuova, dove sono era presente, a narrazione del Baldelli; una tanella simile alle altre ma andata distrutta durante la costruzione della chiesa ed un’altra tomba, sotto la Chiesa, testimoniata da un’iscrizione (CIE 435). Da quell’area era possibile arrivare all’attuale zona del Bobolino, dove è segnalata una tomba di età ellenistica. Altra via funeraria era la prima parte della direttrice che, uscendo dalla porta dove è l’attuale S. Domenico e scendendo andava in direzione Palazzone, incontrava le necropoli urbane in località il Cicaleto, Villa Mariani in proprietà Manciati e il Palazzone. Da quest’ultima località provengono quattro urnette funerarie fabbricate a stampo di fattura chiusina, raffigurati il mito di Echetlo e un coperchio di sarcofago in arenaria rappresentante un defunto recumbente e recante l’iscrizione lart: papathna, membro di una gens attestata a Chiusi e Vulci. Recente è il riscontro dell’esistenza di altre tre urnette a stampo, con il duello fra Eteocle e Polinice, presenti sempre presso il Palazzone in collezione privata. Altra tomba è attestata in località Mandrile. Per le tombe del Chiuso, sicuramente connesse con la piccola proprietà terriera, riocorderemo Centoia (con tombe in località Chiuso testimoniate dalla già citata urnetta degli aneini), Gabbiano (tombe in Podere Rione), Capezzine (in località Barullo tombe di età ellenistica), Valiano (vicus già chiusino). Il territorio esterno a Cortona dimostra comunque una certa ricchezza di microinsediamenti.
Da Camucia una direttrice secondaria si dirigeva verso Monsigliolo (reperti riferibili ad insediamenti rustici ellenistici in località Catenara), Montecchio Vecchio, Manzano (segnalazione di tombe, forse area di culto delle acque dedicata alla divinità Mantus), Farneta (tombe in località Querciagrossa, il Pino, La fonte, Podere S. Angelo, area dell’Abbazia, La Sala, Poggio Schicchi, forse un sacello in località Poggio Bello, Oliveto da cui urna AE inv. 1029 con epigra tusti thui) Borgonuovo (tombe presso Capazzano, Podere la Noceta), Cignano (notizie generiche di tombe fin dal Settecento, tombe di età ellenistica in località il Cipollaio, Podere Via Piana, Poggio della Chiana), S. Martino alla Rota (tombe di età classica ed ellenistica presso la Cava Liberatori, area di culto in località Bagnolo, Foiano della Chiana (tombe di età arcaica e classica), Bettolle (tombe di età arcaica e classica).

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