La scala a cui si accede dalla
vecchia sala di ingresso conduce al secondo piano del
Museo dell’Accademia: qui, a sinistra del pianerottolo,
sono le sale destinate alla collezione egizia e intitolate
a mons.
Guido Corbelli: il celebre prelato, cortonese
di origine, Delegato Apostolico per la Siria e l'Egitto,
poi Vescovo di Cortona, donò alla fine dell’Ottocento
all’Accademia importanti testimonianze dell'archeologia
egizia. I materiali sono di natura eterogenea e coprono
un lunghissimo arco di tempo, dall'epoca preistorica
(intorno alla metà del V millennio a.C.) fino
all'età copta (dal IV al VII sec.d.C.) ; fra
le raccolte "minori" di materiali egizi, questa
cortonese è certamente una delle principali.
Alcuni oggetti sono significativi della cultura religiosa
ed artistica della popolazione egizia e testimoniano
le usanze della vita sociale: in prevalenza si tratta
di pezzi appartenenti alla sfera funeraria, come le
serie di usciabti con le proprie cassette
lignee (nuclei di statuette in fayence
conservati accanto al defunto), o la barca,
sulla quale il defunto stesso veniva trasportato nell'aldilà.
Molti oggetti appartengono all'ornamento personale o
testimoniano le credenze religiose: in particolare gli
amuleti e le statuette in legno, bronzo e pietra di
varie epoche cui era assegnata una funzione votiva o
comunque di difesa dalle avversità. La scrittura
è documentata da una serie di stele di carattere
funerario e da alcuni papiri disposti nella seconda
sala, fra i quali è interessante quello con la
raffigurazione della "pesatura
del cuore" e del mostro pronto a divorare
l'anima del defunto qualora il cuore non risultasse
leggero come una piuma. Al centro della sala sono conservate
due mummie ancora avvolte nelle loro bende, e due sarcofagi
lignei con ricca decorazione dipinta; frammenti di altri
sarcofagi e di protezioni dipinte per mummie e resti
di stoffe e di generi di abbigliamento sono all’interno
del piccolo vano laterale.
Dalle sale Corbelli si giunge nella veranda, chiusa
da superfici vetrate, nella quale è possibile
godere di qualche momento di riposo; alle pareti è
una raccolta di armi donata dal Lucumone Guglielmo Maetzke
e una serie di opere di arredo. La sala è dedicata
ad attività didattiche e allo svolgimento di
manifestazioni culturali.
La visita alla sezione accademica
si conclude percorrendo le sale che hanno costituito
la sede “storica” dell’Accademia Etrusca,
concesse nel 1727 dal Granduca di Toscana Giangastone
de’ Medici, ultimo rampollo di quella casata prima
del passaggio alla dinastia lorenese. Qui si svolsero
le prime attività culturali della neonata istituzione
e qui furono organizzati il Museo e la Biblioteca, che
ne costituirono le fondamentali branche di interesse;
in particolare appare significativa la visita alla Biblioteca
settecentesca, integra nella sua struttura e nel suo
arredo, in cui sono raccolte opere di straordinario
valore, riguardanti soprattutto la storia, l’archeologia,
la patristica e la filosofia: notevole la edizione livornese
dell’Encyclopédie, l’opera fondamentale
della cultura illuminista del Settecento.
Le
due sezioni, nel loro complesso, rappresentano una dettagliata
e completa immagine della storia di Cortona: ma non
sono che una sintesi di quanto il visitatore potrà
ammirare uscendo dal Museo inteso in senso tradizionale
e aggirandosi per il grande “museo diffuso”
costituito dalle piazze, i vicoli, i palazzi e le chiese,
i panorami, i giardini, insomma da quell’insieme
prodigioso che si è prodotto in città
in tanti secoli di vita.
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