Museo dell'Accademia Etrusca e della Città di Cortona
 
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MAEC: percorso Museo della Città etrusca e romana di Cortona


Il paleoambiente nella Valdichiana (Sala 1, Vetrata 0)

Prima tappa del Museo è una selezione di fossili di Farneta e dintorni recuperati nei depositi pleistocenici del bacino della Val di Chiana, fra il 1968 e il 1979, dal prof. Paolo Gnerucci. L’avventura degli scavi paleontologici di Farneta, che ha dato il nome ad una unità faunistica ivi vissuta intorno ad un milione di anni fa, pur se sporadicamente e casualmente iniziata fin dai secoli scorsi, ha assunto una forma sistematica a partire dal 1963, quando fervevano i lavori per la costruzione dell’Autostrada del Sole, ed erano attive molte cave di sabbia dalle quali emergevano fossili di grandi mammiferi.

Scavo dell'elefante "Paride" - Aprile 1964
Scavo dell'elefantessa "Linda" - Marzo 1973

Gli scavi e i recuperi, spesso in situazioni di emergenza, curati dall’Istituto di Geologia e Paleontologia dell’Università degli Studi di Firenze, sotto la costante guida scientifica del prof. Augusto Azzaroli, coadiuvati anche dall’infaticabile opera prestata dall’Abate di Farneta Don Sante Felici, portarono in breve tempo a risultati eccezionali. Tra tutti il più noto fu il rinvenimento dell’elefante Linda (dal nome di una studentessa che partecipò agli scavi), appartenente alla specie Mammuthus (Archidiskodon) meridionalis vestinus, attualmente esposto presso il Museo Paleontologico di Firenze, alto al garrese m 3,90, per un totale di m 4,20. A poco a poco Farneta stessa divenne un importante polo espositivo grazie all'allestimento dell'originale Antiquarium, con molti reperti fossili, ad opera dello stesso abate. Tra le specie rinvenute, ascrivibili per la maggior parte al Villafranchiano superiore fino agli inizi del Galeriano, oltre al già accennato Mammuthus meridionalis, ricorderemo i bovidi (Leptobos etruscus e vallisarni), i rinoceronti (Stephanorhinus etruscus), i cavalli (Equus stenonis e Equus stehlini), i cervidi (Pseudodama farnetensis e Praemegaceros obscurus), la tigre dai denti a sciabola (Homotherium crenatidens), l'orso (Ursus etruscus), la iena (Pachyrocuta brevirostris) e un altra specie di elefante, l'Elephas (Palaeoxodon) antiquus. Nel percorso di visita si segnala, il grande palco di megaceroides obscurus, una coppia di molari, una tibia e un bacino pertinenti a esemplari diversi di Mammuthus meridionalis, un frammento di cranio di stephanorinus sp., una rotula e un incisivo di esemplari diversi di Hippopotamus, un palco di pseudodama farnetensis, una serie di coproliti (escrementi fossili) un femore e una vertebra di Megaceroides sp., bivalvi di acqua dolce.

 

 

 

© 2006-2007 MAEC Cortona - Ultimo aggiornamento: 25/06/2008