| Il Tumulo I del Sodo
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Tumulo
I del Sodo - veduta esterna |
La tomba nota anche come “Primo
Melone” del Sodo si trova a breve distanza dalla
sponda sinistra del rio di Loreto e della via provinciale
verso Foiano, ai piedi della collina sui fianchi della
quale si distende Cortona. La struttura, interamente
costruita, occupa il quadrante occidentale di un ampio
tumulo artificiale, del diametro di oltre 50 metri e
dell’altezza di circa 10 metri. Fra il giugno
e l’agosto 1909, una campagna di scavo condotta
dall’allora soprintendente Milani aveva contribuito
ad individuare la planimetria della tomba e ad evidenziarne
la tecnica costruttiva.
L’accesso all’interno della tomba è
dato da un dromos scoperto, le cui pareti sono formate
per una lunghezza di m 3,50 da materiali molto probabilmente
originari: verso l’esterno da una serie di blocchi
di travertino con forte presenza fossile e verso l’interno
da una serie di blocchi di arenaria giallastra con cui
è costruito il sepolcro. Il dromos è in
lieve pendenza verso l’interno, dovendo superare
il dislivello fra il piano di campagna attuale e il
livello di fondazione del sepolcro. La planimetria interna
vede una serie di ambienti a camera disposti ai lati
del corridoio centrale (due camere lungo ciascun lato
e una camera centrale in fondo, più grande).
Sull’architrave della porta di comunicazione fra
le camere del lato sinistro è incisa una iscrizione
etrusca su tre righe. Recenti scavi hanno evidenziato
la crepidine in travertino.
Il corredo
La tomba, profanata in antico, ha restituito solamente
frammenti di osso, bronzo e bucchero.
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Tumulo
II del Sodo - altare terrazza |
Tumulo
II del Sodo - antefissa |
Il Tumulo
II del Sodo
Il tumulo sorge colossale nella
piana cortonese su un basamento costituito da un monumentale
tamburo, messo in luce in questi ultimi anni, in grossi
blocchi squadrati. Nelle parti meglio conservate, si
eleva per quattro filari decorati da una duplice risega
e coronati da modanature a toro e becco di civetta.
Esso è in rapporto di dimensioni con l’altezza
ed il diametro del tumulo, rivelando un progetto architettonico
di notevole complessità. Le parti del crollo
della muratura si estendono per diversi metri nel circostante
piano di campagna.
Negli anni 1928-29 fu messa in luce nel quadrante sud-occidentale
del tumulo una tomba degli inizi del VI secolo a.C.
Un lungo corridoio (dromos), orientato a ovest
conduce, attraverso un portale, a due vestiboli rettangolari,
da cui si accede a sei celle rettangolari laterali e
a quella principale, collocata in fondo, pure rettangolare.
Ad est, sul lato opposto alla tomba, è stata
messa in luce dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici
della Toscana, a partire dal 1990, una monumentale piattaforma-altare,
coeva alla tomba 1. Vi si accede mediante una gradinata,
di cui sono conservati sei gradini, con ante costruite
da blocchi scolpiti con raffigurazioni di lotta fra
un guerriero armato di pugnale che tenta di colpire
una fiera che lo sta fagocitando. La scalinata possedeva
forse una seconda rampa che permetteva di accedere alla
sommità del tumulo dove era collocato un tempietto
del quale si sono rinvenuti elementi di terracotta relativi
alla copertura e all'apparato decorativo.
Una seconda tomba riferibile al V secolo a.C. è
stata individuata all’interno del Tumulo nel 1991
e scavata nei primi mesi del 1992 a cura della Soprintendenza
per i Beni Archeologici della Toscana. Essa si articola
in un dromos ed in due celle consecutive separate da
spallette.
Nel corso dell’esplorazione del settore orientale
del tumulo, nell’area adiacente alla gradinata
si sono individuate numerose tombe riferibili ad almeno
due fasi di deposizione, l’una più antica
(precedente al crollo dell’altare), l’altra
ascrivibile all’epoca tardo repubblicana e romana
fino a tutto il I sec. d.C., le quali attestano che
tutta l’area del tumulo è concepita, anche
in epoche posteriori alla costruzione, come area sacra
con funzione cimiteriale.
Il corredo della tomba
1
La prima tomba, depredata in antico, ha comunque restituito
importanti frammenti di bucchero e di ceramica attica
a figure nere. Dall’area antistante la tomba è
stata recuperata una fibula
in oro in forma di felino di raffinata
fattura.
Il corredo della tomba
2
Il corredo relativo alla fase di sepoltura più
antico annovera oltre 150 pezzi prestigiosi di oreficeria,
finemente lavorati – a sbalzo e granulazione –
soprattutto collane
in oro, cristallo,
di rocca ed ambra, anelli con pietre dure intagliate,
ornamenti, vesti. Tra gli oggetti di pertinenza virile
spiccano uno stilo scrittorio in bronzo decorato ad
un’estremità con una statuetta raffigurante
Eracle, uno strigile, una parte in osso di uno strumento
musicale e elementi di arredo: ornamenti di troni e
di cofanetti di bronzo, tra i quali alcuni peducci relativi
ad una diphros. Vasellame ed urnette relativi ad uno
orizzonte cronologico posteriore, come ceramica a vernice
nera e kelebai volterrane, attestano la continuità
di utilizzo della tomba.
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