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Veduta
della Val di Chiana dalle mura di Cortona |
Con la fine dell’età
arcaica e l’inizio di quella classica la città
controlla il territorio e le sue risorse, eminentemente
agricole, tramite vici, insediamenti rurali,
attestati soprattutto da necropoli, talora con vicine
aree di culto. Alcuni di tali vici, prima forse
indipendenti, rientrano ormai in una rete tessuta da
un unico centro propulsore.
Da S. Martino alla Rota provengono e sono esposti una
serie di materiali pertinenti ad alcune tombe a camera
rinvenute nel settembre 1967 a seguito di lavori in
una cava di proprietà Liberatori nel podere La
Rota. In particolare una serie di frammenti di anfora
etrusca a figure nere, del primo quarto del V secolo
a.C., sono isolatamente pertinenti ad una prima deposizione;
un’olla in ceramica comune e un cratere in ceramica
etrusca a figure rosse di fabbrica volterrana pertinenti
ad una seconda deposizione; un frammento di urna in
arenaria, uno skyphos in ceramica sovradipinta
del gruppo di Sokra, un attingitoio e un mestolo
di bronzo pertinente ad una terza tomba.
Altri materiali esposti provengono da necropoli non
note del territorio. Si tratta di un calice su alto
piede in bucchero nero, un’hydria con
decorazione a stampo di produzione chiusina in bucchero
pesante, un’anfora etrusca a figure nere con la
rappresentazione della lottta di Eracle contro i Centauri,
attribuibile al Gruppo di Orvieto, un askòs
configurato a forma di anatra in ceramica dipinta.
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